TABACCO, SIGARETTE, E-CIG: COSA SONO?

Informazioni su cosa contiene una sigaretta, che cosa sono e cosa fanno le e-cig e il tabacco riscaldato.

 

Sai cosa c’è in una sigaretta? 

cosa contiene una sigarettaNicotiana tabacum è la pianta dalle cui foglie si ottiene il tabacco, il principale ingrediente delle sigarette. Originaria del continente americano, è giunta in Europa con la scoperta del nuovo continente. Purtroppo, ha avuto grande successo anche da noi ed oggi gli europei fumano, in percentuale, più che gli statunitensi.

In Italia il tabacco è consumato prevalentemente sotto forma di sigarette. Seguono sigari e pipa, ma nel mondo ci sono anche consumi molto diversi, tra i quali il tabacco da fiuto e quello da masticare.

La sigaretta è composta da circa 1 g di tabacco, addizionato di varie sostanze (tra cui aromi e/o esaltatori dell’aroma, sostanze umettanti, sostanze filtranti, solo per nominarne alcune) e arrotolato in un foglietto di carta che porta con sé sostanze collanti, inchiostri ed altro. Può avere o meno un filtro, finalizzato a trattenere in parte le sostanze prodotte dalla combustione.

Il tabacco è anche venduto sfuso e può essere arrotolato in cartine apposite. Oppure fumato mediante la pipa.

Naturalmente in origine non si sapeva nulla dei danni del tabacco e quindi il suo consumo è dilagato senza freno, se non quello economico dato dal costo del prodotto e dalle tasse, che hanno da sempre gravato sui prodotti del tabacco. Oggi, pur conoscendo i danni legati al suo consumo, non riusciamo più a liberarcene.

Forse non tutti sanno che… una sigaretta - e il fumo che essa sprigiona - contiene oltre 4000 diverse sostanze chimiche. Molte di queste sono cancerogene, come ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici contenuti nel catrame ed il polonio210. Altre, come la nicotina, hanno invece effetti sul sistema cardiovascolare e nervoso: la nicotina è responsabile della dipendenza da cui a fatica i fumatori cercano di liberarsi.

Nell’infografica (cliccare sopra la figura per ingrandire) potete vedere le principali sostanze presenti nel fumo di una sigaretta.

 

La e-cig è innocua?

La sigaretta elettronica - nome ufficiale Electronic Nicotine Delivery Systems (ENDS) - è un prodotto relativamente nuovo, disponibile sul mercato italiano dal 2012. Nota anche come e-cig o svapo, è un dispositivo elettronico, a batteria, che permette di inalare vapore, generalmente aromatizzato e contenente quantità variabili di nicotina.

In teoria non dovremmo parlarne qui, perché non è un prodotto a base di tabacco. La unisce alla tradizionale sigaretta la forma (a volte), il tipo di consumo (aspirazione di un vapore) e il contenuto di nicotina (presente o meno, a seconda dei tipi di e-cig). La unisce anche il fatto di essere nata con lo scopo di proporre ai fumatori un’alternativa al nocivo fumo di tabacco e di aiutarli a smettere di fumare. Per questo ci sembra doveroso parlarne.

Secondo il rapporto del Ministero della Salute (Prevenzione e controllo del tabagismo, 2018 e 2020), in Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di e-cig sono circa 1,1 milioni. Tra questi vi è anche un 7,3% di persone che non aveva mai fumato prima. La maggior parte degli utilizzatori (75,3%) è rappresentata da consumatori duali che fumano le sigarette tradizionali e contemporaneamente le e-cig, in particolare quelle contenenti nicotina. Il 59,8% dei consumatori utilizza e-cig contenenti nicotina.

La e-cig è lo strumento più utilizzato per provare a smettere di fumare: 1 fumatore su 10 prova questa via, tre volte di più rispetto all’utilizzo di altri metodi (farmaci, centri antifumo e altro). Ma il successo con questo metodo è inferiore rispetto agli altri. In totale, solo nel 17,7% dei casi l’e-cig ha portato alla cessazione del fumo.

Anche se nata come mezzo per la disassuefazione dal fumo, la e-cig rappresenta spesso invece un’iniziazione, soprattutto per i giovani.

Per quanto riguarda i danni alla salute, ancora non ci sono dati certi.

La e-cig con nicotina ha probabilmente gli stessi effetti della sigaretta a carico del sistema nervoso (dipendenza) e cardiovascolare.

Nel 2019 sono stati registrati alcune centinaia di casi (alcuni anche letali) di gravi danni polmonari a fumatori di e-cig negli USA. Gli studi sono ancora in corso e non è ancora chiaro se i danni siano stati causati da un uso improprio dei dispositivi (aggiunta di sostanze diverse ai liquidi di ricarica) o dai liquidi standard.
Anche sugli effetti dell’aspirazione passiva del vapore da e-cig non ci sono ancora informazioni consolidate.

 

Tabacco riscaldato

Da pochi anni sono entrati sul mercato anche i prodotti del tabacco di nuova generazione, il cosiddetto tabacco riscaldato, cioè prodotti da inalazione senza combustione (Heat not Burn), un prodotto lanciato con l’acronimo di IQOS (I-Quit-Ordinary-Smoking – Io Smetto il Fumo Ordinario).

In Italia, questi prodotti sono stati provati dal 2,7% della popolazione, circa 1,4 milioni di persone. Di questi il 54,5% sono fumatori, l’11,4% ex fumatori e il 34,1% non aveva mai fumato prima. Questi prodotti stanno prendendo piede: la loro notorietà in tre anni è quasi triplicata.

Dalle analisi di un recente articolo (JAMA; 2017) risulta che, contrariamente a quanto sostenuto dai produttori, le IQOS sviluppano le stesse sostanze tossiche prodotte dalla combustione delle classiche sigarette, ma (pare) in minore quantità. Per alcune sostanze però, come l’acenaphtalene, un idrocarburo policiclico aromatico cancerogeno, la produzione è maggiore rispetto a quella sviluppata da sigarette convenzionali.

Il Ministero della Salute (2020), in base al rapporto di valutazione prodotto dall’Istituto Superiore della Sanità relativo ai nuovi prodotti da inalazione senza combustione, conclude che: “...I dati scientifici presentati non permettono di stabilire il potenziale di riduzione del rischio del prodotto in esame rispetto ai prodotti da combustione a parità di condizioni di utilizzo, sia per quello che riguarda l’impatto nei fumatori relativamente alla riduzione della mortalità e morbilità fumo-correlate, sia per quanto riguarda l’impatto nei non fumatori e negli ex-fumatori relativamente alla capacità del prodotto in esame di indurre al consumo di prodotti contenenti nicotina”.